Perché il libro cartaceo continua a occupare un posto speciale nella lettura e nell'apprendimento
Pubblicato il 18/06/2026 alle 12:11
Nonostante viviamo in un'epoca in cui gran parte delle informazioni passa attraverso schermi, dispositivi digitali e piattaforme online, il libro cartaceo continua a mantenere un ruolo centrale sia nell'apprendimento sia nelle abitudini di lettura di milioni di persone. Potrebbe sembrare una semplice questione di abitudine o di preferenza personale, ma le ricerche degli ultimi anni suggeriscono qualcosa di più interessante: il supporto attraverso cui leggiamo influenza il modo in cui comprendiamo, ricordiamo e costruiamo una relazione con ciò che leggiamo.
Questa riflessione riguarda da vicino anche il mondo della scuola e delle biblioteche scolastiche. Negli ultimi anni il digitale ha ampliato enormemente le opportunità educative, rendendo più semplice l'accesso alle informazioni e moltiplicando le possibilità di ricerca e consultazione. Allo stesso tempo, però, numerosi studi stanno riportando l'attenzione sul valore specifico che la lettura su carta continua ad avere, soprattutto quando l'obiettivo non è soltanto reperire informazioni, ma apprendere, comprendere e costruire conoscenze durature.
La questione, quindi, non è stabilire se il digitale sia migliore o peggiore della carta. La vera domanda è un'altra: esistono caratteristiche della lettura cartacea che continuano a renderla particolarmente significativa per lo studio e per il piacere di leggere?
Leggere non significa soltanto decodificare parole
Quando pensiamo alla lettura, immaginiamo spesso un'attività apparentemente semplice: gli occhi seguono le parole e il cervello ne ricava significati. In realtà, il processo è molto più complesso e coinvolge una serie di meccanismi cognitivi che vanno ben oltre la semplice comprensione del testo.
Diversi studi citati negli ultimi anni da ricercatori che si occupano di psicologia cognitiva e neuroscienze della lettura hanno evidenziato come il supporto fisico abbia un ruolo tutt'altro che marginale. Quando leggiamo un libro cartaceo, infatti, il cervello non registra soltanto le informazioni contenute nelle pagine, ma costruisce una sorta di mappa mentale dell'intero percorso di lettura.
Ricordiamo inconsapevolmente la posizione di un capitolo all'interno del volume, lo spessore delle pagine già lette, il punto in cui si trovava un'informazione significativa o la collocazione di una determinata frase all'interno della pagina. Questi riferimenti spaziali diventano punti di orientamento che facilitano la comprensione e il recupero delle informazioni.
La ricercatrice norvegese Anne Mangen, tra le principali studiose del rapporto tra lettura e supporti fisici, ha evidenziato come la materialità del libro contribuisca a costruire una relazione cognitiva più ricca con il testo. La possibilità di percepire fisicamente l'avanzamento della lettura aiuta il lettore a orientarsi e a organizzare meglio le informazioni all'interno della memoria.
Può sembrare un dettaglio secondario, ma in realtà racconta qualcosa di molto importante: leggere non è un'attività esclusivamente mentale, è un'esperienza che coinvolge il corpo, lo spazio e la percezione.
Comprendere richiede profondità
Nella vita quotidiana siamo abituati a leggere moltissimo. Messaggi, articoli, notifiche, post, email. Gran parte di questa lettura avviene in modo rapido e frammentato, con l'obiettivo di ottenere informazioni immediate. Lo studio, però, segue logiche diverse.
Comprendere un testo scolastico, approfondire un argomento o costruire collegamenti tra concetti richiede una modalità di lettura più lenta e riflessiva. Non basta scorrere le informazioni: è necessario soffermarsi, tornare indietro, confrontare idee e costruire significati.
Proprio su questo aspetto si concentrano molte delle ricerche che hanno confrontato lettura cartacea e lettura digitale. Una meta-analisi pubblicata sulla rivista Educational Research Review e ripresa da numerosi studi successivi ha mostrato che, soprattutto nei testi informativi e nei compiti che richiedono comprensione approfondita, gli studenti tendono a ottenere risultati migliori quando leggono su carta.
Le differenze non emergono necessariamente nelle letture brevi o superficiali, ma diventano più evidenti quando il testo richiede concentrazione, interpretazione e memorizzazione. In questi casi la carta sembra favorire una comprensione più accurata e una maggiore consapevolezza del proprio processo di lettura.
Per la scuola questo dato è particolarmente interessante. Significa che il supporto non è neutro e che la scelta degli strumenti può influenzare la qualità dell'apprendimento.
L'attenzione è una risorsa sempre più preziosa
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la concentrazione.
Viviamo immersi in un ambiente che compete continuamente per la nostra attenzione. Ogni giorno siamo esposti a notifiche, contenuti suggeriti, messaggi e stimoli che ci invitano a spostare rapidamente il focus da un'attività all'altra.
In questo contesto, leggere un libro cartaceo rappresenta un'esperienza diversa.
Non perché il libro sia immune dalle distrazioni, ma perché crea condizioni più favorevoli alla continuità dell'attenzione. Quando leggiamo un volume cartaceo non siamo continuamente invitati ad aprire altre finestre, consultare link o passare a contenuti diversi. L'esperienza resta confinata all'interno di uno spazio preciso e delimitato.
Molti studiosi osservano come questa caratteristica possa favorire quella che viene definita "lettura profonda", ovvero la capacità di mantenere un coinvolgimento cognitivo prolungato con un testo complesso. Non si tratta semplicemente di leggere più lentamente, ma di dedicare tempo alla riflessione, all'interpretazione e alla costruzione di significati.
Per gli studenti, soprattutto in una fase di sviluppo cognitivo, questa capacità rappresenta una competenza fondamentale.
Il piacere della lettura nasce anche dalla relazione con il libro
Quando si parla di lettura, tuttavia, non si può ridurre tutto all'apprendimento.
Esiste una dimensione personale ed emotiva che contribuisce in modo decisivo alla formazione dei lettori. Molte persone ricordano con precisione alcuni libri letti durante l'infanzia o l'adolescenza. Non soltanto per la storia che raccontavano, ma per l'esperienza complessiva che hanno rappresentato. Una copertina consumata, una dedica scritta all'interno, una sottolineatura, un segnalibro dimenticato tra le pagine.
La fisicità del libro contribuisce a costruire questo legame.
Ogni volume conserva tracce dell'esperienza del lettore e diventa parte della sua storia personale. È una caratteristica che gli studiosi della lettura definiscono spesso "dimensione materiale dell'esperienza di lettura": il contenuto e il supporto finiscono per intrecciarsi, rendendo il ricordo più vivido e significativo.
Per molti ragazzi il piacere della lettura nasce proprio da questa relazione. Non dalla lettura come obbligo scolastico, ma dall'incontro con un libro che riesce a lasciare una traccia.
La biblioteca scolastica come luogo di scoperta
Questa riflessione porta inevitabilmente a considerare il ruolo della biblioteca scolastica.
In un momento storico in cui l'accesso alle informazioni è praticamente illimitato, il valore della biblioteca non risiede soltanto nella disponibilità dei libri. Risiede soprattutto nella possibilità di creare un ambiente favorevole all'incontro con la lettura.
Tra gli scaffali di una biblioteca scolastica la scoperta segue percorsi diversi da quelli degli ambienti digitali. Non è guidata da algoritmi o suggerimenti automatici, ma dalla curiosità, dall'esplorazione e dall'incontro casuale con un titolo inatteso.
Molti lettori ricordano perfettamente il libro che li ha fatti appassionare alla lettura. Spesso non era il libro che stavano cercando, era semplicemente quello che hanno trovato.
La biblioteca rende possibile questo tipo di esperienza e contribuisce a trasformare la lettura in un'attività libera, personale e significativa. È anche per questo che continua a rappresentare uno spazio educativo insostituibile all'interno della scuola.
In conclusione
Osservare i vantaggi della lettura cartacea non significa mettere in discussione il valore delle tecnologie digitali: la scuola contemporanea ha bisogno di entrambi gli strumenti.
Il digitale amplia le opportunità di accesso, facilita la ricerca e rende disponibili risorse che altrimenti sarebbero difficili da raggiungere. La carta offre invece condizioni particolarmente favorevoli per la comprensione approfondita, la concentrazione e la costruzione di una relazione significativa con la lettura.
La vera sfida educativa consiste nel comprendere quando e come utilizzare ciascuno strumento, valorizzandone le caratteristiche specifiche.
Una biblioteca scolastica efficace non sceglie tra carta e digitale. Li integra all'interno di un unico ecosistema di apprendimento, mettendo sempre al centro l'esperienza del lettore.
